L'iter della cittadinanza: dalla domanda alla concessione.

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Molti si chiedono cosa succede dopo aver presentato la domanda di cittadinanza ai sensi dell'art. l'art.9 ( cittadinanza per residenza).

Verranno rispettati i tempi indicati dal Ministero, cioè i 730 giorni dall'avvio del procedimento, quali sono i passaggi della pratica prima di ottenere il decreto di cittadinanza, come è possibile avere informazioni aggiornate sulla stessa?

Spesso sul sito del Ministero appaiono per molto tempo le stesse diciture relative all'istruttoria e i pareri, e le certezze sui tempi si fanno più labili.

Entriamo dunque nel merito di tutti gli steps della pratica, peraltro bene sintetizzati dal power point sulla cittadinanza scaricabile dal sito del Ministero dell'Interno.

 

1) Presentazione dell'istanza alla Prefettura competente e pagamento del contributo di euro 200,00

 

1.1) Eventuali richieste d'integrazione.

Dopo la presentazione della domanda, se la documentazione è considerata incompleta o inesatta viene richiesta un'integrazione da parte della Prefettura.

Accade spesso che alcuni documenti contengano errori o siano incongrui con il resto della documentazione, o che non possano essere accettati in quanto incompatibili con la normativa italiana. Frequente il caso di nomi e cognomi trascritti con caratteri diversi rispetto a quelli indicati sui permessi di soggiorno o sui passaporti, di nomi dei genitori mancanti o incompleti, di nomi delle località di nascita incomplete o inesatte ( es. il nome dell'ospedale dove è avvenuta la nascita e non della città), etc. Laddove è possibile la correzione può essere effettuata dalla rappresentanza consolare in Italia, altrimenti si renderà necessario richiedere altra documentazione dal paese di origine, tradotta e legalizzata. In tal caso verrà concesso il tempo utile a reperire la nuova documentazione.

Nel caso di integrazione, l'inizio del procedimento viene interrotto e riprenderà nel momento in cui verrà consegnata la documentazione mancante.

 

1.2) Avvio del procedimento da parte della Prefettura.

Il regolamento di esecuzione della legge sulla cittadinanza ( art.4, comma 4, DPR 572/93) prevede che la domanda insieme ai documenti vengano trasmessi al Ministero entro 30 giorni dalla presentazione e ne venga data comunicazione all'interessato, il quale riceverà una lettera di notifica della Prefettura entro tale termine.

Nella lettera dovranno essere indicati la data a partire dalla quale decorrono i 730 giorni utili per la conclusione della pratica e il numero di codice identificativo dell'istanza ( K).

Con la nuova procedura la domanda con i documenti rimangono in Prefettura: viene creato un fascicolo elettronico e i tutti i dati vengono trasmessi, sempre in formato elettronico, al “SICITT”.

 Inserimento dati nel SICITT:

 SICITT sta per Sistema Informativo Cittadinanza, un sistema interattivo comune a Prefettura, Questura, Ministero della Giustizia, Dipartimento Pubblica Sicurezza, Ministero DLCI, in cui viene inserita la domanda da parte della Prefettura e che raccoglie tutti gli elementi utili alla valutazione dell'istanza in fase di istruttoria, i rapporti informativi e i pareri espressi dagli enti, trasmessi telematicamente.

2) L'istruttoria:

 è la fase più lunga in quanto prevede la raccolta di dati e informazioni, spesso riservate, verifiche e pareri degli enti trasmessi telematicamente al SICITT, che poi verranno valutati dal Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Direzione Centrale Cittadinanza, al fine di predisporre l'eventuale decreto di concessione della cittadinanza.

Da ricordare che la cittadinanza per residenza ( art.9, legge 5 febbraio1992, n° 91) non è un diritto soggettivo della persona ma una concessione dello Stato, che potrà valutare discrezionalmente se lo Stato stesso e la comunità nazionale hanno interesse ad accogliere il nuovo cittadino richiedente che abbia dato prova di buon grado d'integrazione, oltre che a non essere un potenziale pericolo per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

Cfr Consiglio di Stato-Parere n.2487/1992 del 30.11.1992.

E' una fase estremamente delicata e importante, poiché dalla raccolta dati, dalla tipologia di informazioni trasmesse e dalla loro valutazione dipende l'esito positivo dell'istanza o il suo rigetto.

 2.1) Il rapporto informativo della Questura;

 Una volta inserita la domanda da parte della Prefettura, viene chiesto alle forze dell'ordine, Questura o Carabinieri, di effettuare le opportune verifiche in base alla tipologia di domanda di cittadinanza e predisporre un rapporto informativo su elementi riguardanti la sicurezza, il grado d'integrazione del richiedente, l'effettiva residenza, il nucleo familiare, etc.

Dopo circa 30 giorni dalla domanda i richiedenti verranno convocati presso la Questura o il Comando dei Carabinieri competente per territorio o potranno ricevere un controllo direttamente a domicilio, solitamente dopo un preavviso.

Nei dettagli:

per la richiesta ai sensi art. 5, ovvero cittadinanza per matrimonio, che rientra nella sfera del diritto soggettivo, i controlli riguarderanno prevalentemente:

la regolarità dell'ingresso;

il soggiorno e la residenza legale in Italia;

l'effettiva convivenza con il coniuge;

i procedimenti penali a carico dell'interessato e/o pendenti;

 per la richiesta ai sensi dell'art. 9, cittadinanza per residenza, che rappresenta un semplice interesse legittimo, il controllo dovrà essere più dettagliato, e comprenderà:

la regolarità dell'ingresso

il soggiorno e la residenza legale e continuativa;

i procedimenti penali a carico;

il grado d'integrazione del richiedente.

 Per valutare tale grado d'integrazione verrà svolto un colloquio attraverso il quale Questura o Carabinieri potranno verificare:

la sufficiente conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali del nostro ordinamento;

la posizione lavorativa e reddituale;

In provincia di Cremona il colloquio viene abitualmente svolto dai Carabinieri, i quali ordinariamente chiedono di:

produrre la documentazione inerente i redditi da lavoro dipendente o autonomo del richiedente e di ogni altro componente della famiglia convivente ( Cud degli ultimi tre anni e busta paga dell'ultima mensilità);

indicare il rispetto dell'obbligo scolastico per i figli minori, la scuola e la classe frequentata;

dettagliare la tipologia dell'alloggio, con indicazione della sua idoneità in rapporto al numero dei componenti il nucleo familiare, se la casa è di proprietà o in affitto, e se il proprietario o titolare del contratto è lo stesso richiedente la cittadinanza.

Il richiedente viene quindi sottoposto a una piccola e informale intervista dalla quale desumere il grado di conoscenza della lingua italiana, la conoscenza del nostro ordinamento e quindi il grado d'integrazione sociale

Vi sono poi una serie di controlli d'ufficio che riguardano la condotta del richiedente e dei suoi familiari. Si tratta di informazioni riservate in possesso delle forze dell'ordine, e riguardanti comportamenti rilevati nel corso di tutto il periodo di soggiorno in Italia.

 *Consigli

Per velocizzare il controllo di Questura o Carabinieri si consiglia di predisporre per tempo tutta la documentazione richiesta e collaborare attivamente alla procedura.

 2.3) Il Ministero della Giustizia:

Il rapporto del Casellario Giudiziale: condanne riportate dal richiedente

 Come previsto dalla normativa vigente sulla semplificazione, non devono più essere certificati i dati in possesso della pubblica amministrazione, e i certificati penali non vanno più consegnati unitamente all'istanza.

E' anche vero che molti elementi rilevanti per il Ministero potevano già non essere presenti nei normali certificati penali rilasciati dal Casellario al cittadino straniero e che prima del 2012 era obbligatorio consegnare in Prefettura.

Le informazioni sui trascorsi penali e sui carichi pendenti, anche minimi, vengono ormai trasmesse per via telematica direttamente dal Tribunale competente, su richiesta della Prefettura, e contengono rilievi accurati su tutti i trascorsi penali, anche se estinti o prescritti, a carico del richiedente, o di cui può capitare di non avere diretta conoscenza.

Oltre ai casi ostativi previsti dalla legge, può avere un certo rilievo la presenza di condanne penali sia pure minime, o con pene pecuniarie sostitutive, o l'essere stati indagati per fatti che poi non hanno esitato in un vero processo, ma che indicano il ripetersi di comportamenti asociali e possono denotare uno scarso grado d'integrazione.

 2.4) Il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

 Un ultimo e fondamentale passaggio dell'istruttoria è il parere del Dipartimento della Pubblica Sicurezza: non è infatti possibile ottenere la cittadinanza italiana se si è considerati un pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato.

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno dispone in proposito di una banca dati aggiornata, in cui sono raccolte tutte le segnalazioni in materia effettuate dall'autorità di PS.

In particolare la Direzione Centrale della Polizia Criminale, ufficio cardine del Dipartimento, si occupa del coordinamento delle investigazioni di polizia giudiziaria a livello nazionale; della raccolta e analisi delle informazioni connesse alle fenomenologie criminali più rilevanti e della cooperazione internazionale con i paesi esteri nella lotta al crimine organizzato, con reciproco scambio di informazioni.

Ha la più elevata competenza in merito a questioni di ordine pubblico e sicurezza dello Stato, in quanto in possesso di informazioni aggiornate sui movimenti criminali transnazionali e sui gruppi eversivi o collegati al terrorismo internazionale.

Le informazioni di cui è in possesso il Dipartimento sono altamente riservate, coperte dal segreto di Stato, cui è difficile avere accesso se non attraverso una specifica procedura.

Può esprimere pareri sulla potenziale pericolosità del richiedente, valutata discrezionalmente sulla base delle segnalazioni di cui in possesso.

 3) Valutazione documentazione acquisita.

 Ultimata la fase istruttoria, la pratica passa alla valutazione del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione-Direzione Centrale Cittadinanza del Ministero e, nel caso di richiesta art. 9, se sono soddisfatti i requisiti* di residenza continuativa, reddito, integrazione sociale, assenza di precedenti penali e di motivi ostativi per la sicurezza, viene espressa una valutazione positiva. In caso di dubbi su alcuni elementi, è possibile far ricorso ad ulteriori approfondimenti o richieste ai diretti interessati o agli enti preposti, in modo da evitare un rigetto immediato dell'istanza.

Se invece tutti gli elementi o in parte concorrono negativamente, o esistono dubbi fondati sull'affidabilità del richiedente, la valutazione sarà negativa e verrà predisposto un decreto di diniego della cittadinanza.

 * I requisiti devono permanere fino alla conclusione del procedimento ( L.94/2009)

 4) Decretazione provvedimento concessione cittadinanza:

 Nel caso di valutazione positiva, sentito il Consiglio di Stato, il decreto di concessione della cittadinanza ai sensi art. 9 L.91/92 viene predisposto dal Ministero dell'Interno – DLCI, e inviato alla firma del Presidente della Repubblica.

 5) Notifica provvedimento:

 I regolamenti di attuazione DPR 572/93 e DPR 672/94 prevedono la trasmissione e notifica dei provvedimenti al richiedente, con due diverse tempistiche.

l'art. 7, comma 1 del DPR 572/93 recita:

“La notifica del conferimento della cittadinanza deve essere effettuata dall'autorità competente ai sensi dell'art.23 entro novanta giorni dalla ricezione del decreto medesimo”;

l'art. 4, comma 1 del DPR 362/94 chiarisce:

ai fini previsti dall'art 7 del DPR 12/10/1993, n° 572,

il decreto del Ministro è immediatamente trasmesso all'autorità che ha ricevuto la domanda ( la Prefettura). Quest'ultima ne cura la notifica all'interessato entro i successivi 15 giorni.”

In ogni caso, una volta appreso dal sito che il decreto è in via di trasmissione i tempi debbono essere brevi, e la notifica da parte delle Prefetture veloce.

Eventuali ritardi di una certa importanza non trovano riscontro né giustificazione nella normativa vigente

 Da notare che dal 1° giugno 2012 la cittadinanza per matrimonio, un tempo decretata dal Ministero, è ormai di competenze delle Prefetture, che ne curano la decretazione e la notifica, fatti salvi i casi in cui nel corso dell'istruttoria emergano ragioni inerenti la sicurezza della Repubblica.

Cfr : Direttiva del Ministero dell'Interno 7 marzo 2012, cittadinanza per matrimonio.

 6) Giuramento entro sei mesi dalla notifica:

A partire dalla data di notifica all'interessato, vi sono sei mesi di tempo per procedere al giuramento presso il Comune di residenza, in mancanza del quale non può darsi luogo alla concessione della cittadinanza:

 art.10, L.91/92: “Il decreto di concessione della cittadinanza non ha effetto se la persona a cui si riferisce non presta, entro sei mesi dalla notifica del decreto medesimo, giuramento di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato.”

 Successivamente l'ufficiale di stato civile del Comune provvederà a tutti gli adempimenti previsti ai sensi dei regolamenti, rilascerà immediatamente la carta d'identità con indicazione della cittadinanza, copia del verbale di giuramento e del decreto di concessione della cittadinanza, richiederà il passaporto italiano all'autorità competente, trascriverà tutti gli atti inerenti la cittadinanza nel registro di stato civile.

 7) Cittadinanza ai figli minori:

 Acquistano la cittadinanza italiana al momento della concessione al genitore convivente, se ancora minorenni, anche se nati all'estero ( art. 12, commi 1 e 2, DPR 572/93). La convivenza deve essere stabile, effettiva e attestata.

Dovranno inoltre produrre all'ufficiale di stato civile i certificati di nascita originali, tradotti e legalizzati, sia tramite la rappresentanza consolare italiana all'estero, sia tramite l'apposizione dell'Apostille per i paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell'Aja del 1961.

 (Si consiglia in tale previsione, di verificare che i certificati di nascita dei figli minori siano stati a suo tempo legalizzati, altrimenti è preferibile provvedere per tempo. Da ricordare che i certificati di nascita non hanno scadenza).

 

E  per saperne di più.........

Casi di rigetto dell'istanza di cittadinanza

Quando la cittadinanza tarda ad arrivare.... 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 23 Aprile 2013 18:18