Associazione Immigrati Cittadini o.n.l.u.s.

FLUSSI STAGIONALI 2012

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 Anche quest’anno è stato emanato l'atteso decreto flussi per i lavoratori extracomunitari stagionali sulla base della determinazione annuale delle quote massime di stranieri da ammettere, seguendo il Documento programmatico triennale, come previsto dal T.U. sull'immigrazione, Legge 286/98.

Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha anche stabilito che per quest’anno potranno fare ingresso in Italia per lavori stagionali ( agricoltura e turismo) un massimo di 35mila lavoratori extracomunitari, da ripartire per regione e provincia che riguardano le seguenti nazionalità:
Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia-Herzegovina, Croazia, Egitto, Repubblica delle Filippine, Gambia, Ghana, India, Kosovo, Repubblica ex Jugoslavia di Macedonia, Marocco, Moldavia, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Ucraina e Tunisia.

In queste quote sono compresi i lavoratori extracomunitari che hanno fatto già ingresso per lavoro stagionale per almeno due anni consecutivi ed in questo caso il datore di lavoro potrà presentare richiesta di nulla osta pluriennale per lavoro subordinato stagionale.

Il decreto flussi 2012 prevede anche l’ingresso di 4.000 lavoratori non comunitari residenti all’estero che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione del paese d’origine.

Dal 21 marzo 2012 sarà già possibile precompilare le domande, utilizzando l'applicativo del Ministero, attraverso il modulo “C – stag.”, per i lavoratori stagionali, e “BPS” per i lavoratori che hanno completato programmi di formazione nel paese di origine.

Il sito cui i datori di lavoro potranno collegarsi per la registrazione e la compilazione dei moduli è: https://www.nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp

Successivamente, nella propria area riservata, verrà anche registrato e sarà possibile visualizzarlo, lo stato di avanzamento della pratica.

Il decreto è ancora in fase di registrazione presso la Corte dei Conti e per questo sarà data comunicazione ufficiale successivamente. Le domande dovranno essere inviate dalle ore 8.00 del giorno successivo alla sua pubblicazione e sino alle ore 24.00 del 31 dicembre 2012.

Per conoscere la data di pubblicazione controllare il sito del Ministero dell'Interno: www.interno.it

Importante:

Il decreto semplificazioni, di cui abbiamo già dato notizia, ha chiarito due aspetti importanti:

i lavoratori stagionali rientrati regolarmente nel loro paese dopo un primo ingresso per lavoro stagionale possono ottenere il visto d'ingresso se, a seguito della richiesta dello stesso datore di lavoro, siano trascorsi oltre 20 giorni e lo Sportello Unico non abbia dato alcuna risposta;

i datori di lavoro stagionale possono essere diversi, per una durata complessiva di 9 mesi, e consentire la permanenza sul territorio dei lavoratori stranieri, senza bisogno di ottenere altrettanti nullaosta.

Fonti: Decreto del 13 marzo 2012 della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Circolare n. 1960 del 20 marzo 2012 del Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro e Politiche Sociali

http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/assets/files/22/0104_Cir._congiunta_Interno-Lavoro_prot._nr_1960_del_20.03.2012.PDF

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Marzo 2012 15:48
 

PARTE L'ACCORDO D'INTEGRAZIONE

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Decorre da oggi, 10 marzo, l'obbligo per gli stranieri, richiedenti il primo permesso di soggiorno della durata di almeno un anno, di stipulare con lo stato italiano l'Accordo d'Integrazione.

Abbiamo dato la notizia già da almeno un mese nelle news, riportando il testo del decreto e informazioni sugli obblighi degli stranieri. Nel ricordare la scadenza vogliamo adesso sottolineare alcune caratteristiche asimmetriche dell'accordo stesso dovute alla persistenza di decreti precedenti.

Quali sono gli impegni che gli stranieri devono sottoscrivere al momento dell'accordo è ormai noto:

1-imparare i fondamenti della lingua italiana;

2- conoscere la Costituzione ( elementi) e il funzionamento delle istituzioni italiane;

3- mandare i figli a scuola;

4- “ottemperare agli obblighi fiscali e contributivi”, cioè pagare le tasse;

5- sottoscrivere la Carta dei Valori.

Fin qui tutto normale e condivisibile, anzi: la conoscenza della lingua italiana e l'accesso all'educazione dei figli a nostro parere non deve essere considerato un obbligo ma un diritto, a condizione di essere realmente aiutati nella proposta formativa, come avviene negli altri paesi europei, Germania, Francia, etc.

Il punto 4 non è invece una gran novità, dal momento che da sempre ogni volta che i lavoratori rinnovano il permesso sono tenuti a dimostrare le fonti di reddito e di contribuzione.

Vediamo adesso quali sono gli obblighi dello Stato:

a) assicurare il godimento dei diritti fondamentali e la parità sociale tra le persone senza alcuna distinzione per sesso, razza, nazionalità, etc, prevenendo ogni forma di discriminazione;

b) garantire in raccordo con le regioni e gli enti locali il controllo del rispetto delle norme a tutela del lavoro dipendente; il pieno accesso ai servizi di natura sanitaria e quelli relativi alla scuola dell'obbligo;

c) favorire il processo d'integrazione dell'interessato.

    E' sul punto "b" che restiamo perplessi, e particolarmente sull'accesso ai servizi sanitari, in condizione di parità.

    Qualcuno sa o ricorda che il decreto 3 ottobre 2008 n.160, del precedente governo, e successiva circolare del 24 febbraio 2009 hanno negato l'accesso ai servizi sanitari pubblici tramite la tessera sanitaria, neppure dietro pagamento di una quota, peraltro prevista ma mai decretata dal governo, ai genitori ricongiunti di oltre 65 anni*, costretti a stipulare un polizza sanitaria privata, peraltro insufficiente a garantire le cure necessarie per le patologie tipiche dell'età? E che diverse compagnie assicurative non stipulano neppure le polizze dopo una certa età?

    Sarà adesso lo stato italiano a partire con il piede sbagliato dell'inadempienza nel momento in cui chiama gli stranieri alla sigla di un accordo e contemporaneamente dimentica i propri obblighi?

    Il diritto alla salute non rientra forse nel campo dei diritti fondamentali?

    Saprà il nuovo governo rimettere insieme il puzzle dei diritti violati con il decreto sicurezza e rivedere tutte le disposizioni ministeriali che dal 2008 hanno scandito un trend al ribasso delle tutele nei confronti delle categorie più fragili?

    Sono tutte domande chiare che meritano risposte altrettanto chiare e urgenti. 

    Il sistema del permesso a punti premia con 4 punti chi effettua la scelta del medico di base.

    Strano comportamento di un sistema pubblico che impone la scelta del medico e contemporaneamente nega l'iscrizione al SSN, e dunque la tessera sanitaria......

     Per ironia della sorte, la brochure sulla salute, multilingue, sul sito del ministero, elenca i documenti che l'anziano dovrà portare all'Asl per richiedere l'iscrizione volontaria. Peccato che le Asl della Lombardia non ne sappiano ancora nulla....


    Il modello dell'accordo d'integrazione

    per altre informazioni, vedi sito del Ministero con documentazione allegata, tra cui una brochure e l'accordo in diverse lingue, al seguente link:

    http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/speciali/accordo_integrazione/index.html

     

    * sul tema v. rubrica salute, con tabella ed elenco regioni che consentono l'iscrizione volontaria al SSN


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    Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Marzo 2012 16:06
     

    Respingimenti, Italia condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.

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     Sul sito dell'UNHCR la notizia www.unhcr.it

    La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo ha condannato l’Italia per aver violato la CEDU, Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 3, e l'art.4 del IV Protocollo aggiuntivo della Convenzione, che vieta i respingimenti collettivi, nel 2009, intercettando e rinviando in Libia un gruppo di cittadini somali ed eritrei senza esaminare le loro necessità di protezione. Il caso è noto come Hirsi Jamaa e altri contro Italia. Ne dà notizia l'Unhcr, l'Agenzia Onu per i rifugiati, riportata dalle principali testate giornalistiche e dai siti sul diritto di asilo.
    “Questa sentenza – afferma l'Unhcr – costituisce un'importante indicazione per gli stati europei circa la regolamentazione delle misure di controllo delle frontiere e intercettazione. Ci auguriamo che rappresenti un punto di svolta per ciò che riguarda le responsabilità degli Stati e la gestione dei flussi migratori”.
    In qualità di parte terza nel caso – si legge in una nota dell'Agenzia – l'Unhcr ha evidenziato l'obbligo dell'Italia di non rinviare forzatamente le persone in paesi dove potrebbero essere a rischio di persecuzione o di subire un danno grave. Si tratta – prosegue la nota – del principio del non respingimento (non-refoulement). Nella propria esposizione alla Corte, l'Unhcr ha sottolineato che data la prevalente situazione in Libia in quel momento, la politica italiana dei respingimenti minava l'accesso all'asilo e violava il fondamentale principio del non respingimento che si applica in qualsiasi luogo gli stati esercitino giurisdizione sulle persone, anche in alto mare.


    Leggi il commento di Laura Boldrini, referente Unhcr,

    http://boldrini.blogautore.repubblica.it/2012/02/una-sentenza-per-il-futuro/?ref=HREC2-7 ;

    per la sentenza in inglese>: www.asgi.it ;

     









     




     

     



     

    Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Febbraio 2012 20:31
     

    In arrivo i maxi permessi?

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    Segnaliamo un interessante articolo apparso sul quotidiano La Repubblica del 20.02.2012, di Vladimiro Polchi, dal titolo " Immigrati: la tassa sarà per intero ma i permessi dureranno più a lungo".   www.repubblica.it  sezione Mondo solidale -- Immigrazione

    Si tratta di un'anticipazione dei lavori in corso al Ministero in merito alla svolta nei permessi di soggiorno, già annunciata dal Ministro Cancellieri : il contributo non verrà cancellato ma si profilano cambiamenti su molti fronti.

    Prima di tutto l'allungamento dei permessi, tutti, a cominciare da quello per attesa occupazione, che potrebbe essere finalmente portato da sei mesi ad un anno.

    Poi spunterebbe un permesso "speciale" per le persone che  perdono il lavoro e non possiedono un reddito autonomo, se la famiglia  si fa carico del sostentamento. Il permesso non scadrebbe finchè la famiglia può garantire tale mantenimento. Una misura che mira a impedire l'ingresso nella clandestinità di coloro i quali vivono da diversi anni in Italia, ma non riescono a reinserirsi nel mondo del lavoro, spesso per problemi di età.

    Si parla infine di pratiche on line, che potrebbero essere accessibili anche agli immigrati che fanno uso della PEC, la posta elettronica certificata: tempi più brevi sia per gli appuntamenti che per la conclusione delle pratiche, e possibilità di bypassare le poste (e una parte dei costi).

    Avevamo già segnalato nell'articolo sul decreto semplificazioni il ricorso alle procedure on line in campo amministrativo e la necessità di comprendere la portata di questo cambiamento ormai in atto.

    Per chi non conosce ancora la PEC, si possono avere informazioni e aiuto per l'attivazione sia presso i comuni che negli uffici postali, oltre che su internet: la posta elettronica certificata è un servizio gratuito che permette ai cittadini di dialogare con le amministrazioni dotate di PEC.

    vai su:     http://www.postacertificata.gov.it     -----    Leggere con attenzione l'informativa per i cittadini stranieri, tra le "utilità" ----

     

     

    Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2012 10:36
     

    Utilità, diritti e dintorni

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    La sezione mette a disposizione informazioni, aggiornamenti sulle procedure burocratiche, consigli sull'esercizio di alcuni diritti, che possono essere di particolare aiuto ai cittadini stranieri, sempre alle prese con una burocrazia a doppio binario: una per gli stranieri e una per gli italiani.

    E' vero che l'art. 2 della Legge 286/98- Testo Unico dell'Immigrazione garantisce teoricamente l'uguaglianza tra cittadini e stranieri regolarmente soggiornanti nei confronti della pubblica amministrazione, ma di fatto non è sempre così, e lo dimostrano le numerose riserve a questo fondamentale principio, non ultime quelle introdotte dal decreto sicurezza Legge 94/ 2009.

    Ci occuperemo dunque di

    autocertificazioni, e nuove disposizioni normative

     legalizzazione documenti  e apostille ( paesi firmatari convenzione)

    diritto di difesa e ricorso al difensore civico

     diritti civili, e rapporti con le amministrazioni

    patrocinio gratuito, e relativa modulistica

    e quanto di volta in volta ci verrà segnalato dai nostri utenti come interesse prioritario.

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    AUTOCERTIFICAZIONE

     Il diritto ad autocertificare tutti i fatti, gli stati e i dati registrati in Italia presso una pubblica amministrazione era già riconosciuto dal DPR 445/2000, altrimenti nota come legge sulla semplificazione atti amministrativi.

    Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Gennaio 2012 17:13 Leggi tutto...
     


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